lunedì 3 gennaio 2011

eclipse dell 2011 jan 04

  

http://eclipse.gsfc.nasa.gov/OH/OHfigures/OH2011-Fig01.pdf



Partial Solar Eclipse of January 04



The first solar eclipse of 2011 occurs at the Moon's ascending node in eastern Sagittarius. A partial eclipse will be visible from much of Europe, North Africa and central Asia (Figure 1).



The penumbral shadow first touches Earth's surface in northern Algeria at 06:40:11 UT. As the shadow travels east, Western Europe will be treated to a partial eclipse at sunrise. The eclipse magnitude [1] from European cities like Madrid (0.576), Paris (0.732), London (0.747), and Copenhagen (0.826) will give early morning risers an excellent opportunity to photograph the sunrise eclipse with interesting foreground scenery.



Greatest eclipse [2] occurs at 08:50:35 UT in northern Sweden where the eclipse in the horizon will have a magnitude of 0.858. At that time, the axis of the Moon's shadow will pass a mere 510 km above Earth's surface. Most of northern Africa, the Middle East and Central Asia also lie in the penumbra's path. The citizens of Cairo (0.551), Jerusalem (0.574), Istanbul (0.713), and Tehran (0.507) all witness a large magnitude partial eclipse.



A sunset eclipse will be visible from central Russia, Kazakhstan, Mongolia and northwest China. The partial eclipse ends when the penumbra leaves Earth at 11:00:54 UT.



Local circumstances and eclipse times for a number of cities in the penumbral path are listed in Table 1. All times are in Universal Time. The Sun's altitude and azimuth, the eclipse magnitude and eclipse obscuration [3] are all given at the instant of maximum eclipse. When the eclipse is in progress at sunrise or sunset, this information is indicated by a '-'.



The NASA JavaScript Solar Eclipse Explorer is an interactive web page that can quickly calculate the local circumstances of the eclipse from any geographic location not included in Table 1:



eclipse.gsfc.nasa.gov/JSEX/JSEX-index.html



This is the 14th eclipse of Saros 151 [4] (Espenak and Meeus, 2006). The family begins with a series of 18 partial eclipses from 1776 to 2083. Complete details for the entire series of 72 eclipses (in the order: 18 partial, 6 annular, 1 hybrid, 39 total and 8 partial) spanning 1280 years can be found at:



eclipse.gsfc.nasa.gov/SEsaros/SEsaros151.html



venerdì 22 ottobre 2010

festa di Ognissanti


.
La festa di Ognissanti, conosciuta anche come festa di Tutti i Santi, è una ricorrenza che celebra in un unico giorno la gloria e l'onore di tutti i Santi, anche quelli non canonizzati.

Ognissanti è altresì una espressione cristiana utilizzata per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso anche quelli non noti.

La festa cattolica cade il 1º novembre di ogni anno, seguita il giorno seguente, 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti detta anche giorno dei morti, ed è una festività precettata che prevedeva molti anni da una veglia e un'ottava nel obsoleto calendario pre-conciliare.

La festa di Tutti i Santi celebrata anche dalla Chiesa Ortodossa d'Oriente viene celebrata la domenica successiva alla Pentecoste e quindi in chiusura del ciclo pasquale.





. .




La festa di Ognissanti, conosciuta anche come festa di Tutti i Santi, è una ricorrenza che celebra in un unico giorno la gloria e l'onore di tutti i Santi, anche quelli non canonizzati.



Ognissanti è altresì una espressione cristiana utilizzata per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso anche quelli non noti.



La festa cattolica cade il 1º novembre di ogni anno, seguita il giorno seguente, 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti detta anche giorno dei morti, ed è una festività precettata che prevedeva molti anni da una veglia e un'ottava nel obsoleto calendario pre-conciliare.



La festa di Tutti i Santi celebrata anche dalla Chiesa Ortodossa d'Oriente viene celebrata la domenica successiva alla Pentecoste e quindi in chiusura del ciclo pasquale.







Le commemorazioni dei martiri, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale invece fanno riferimento ad Antiochia, alla Domenica che seguiva la Pentecoste.



La data della festività fu spostata al 1º novembre in maniera che coincidesse con il Samhain, antica festa celtica del nuovo anno, dopo le richieste dei monaci irlandesi.



Papa Gregorio III scelse questa data come anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie "degli apostoli e di tutti i santi e martiri defunti in tutto il mondo". Ai tempi di Carlo Magno, la festività di Ognissanti era celebrata diffusamente.



Attualmente il giorno della festa di Ognissanti, è tradizione ricorrente far visita ai propri defunti, portando loro un fiore, tradizionalmente un crisantemo, a volte girando più cimiteri o camposanti, e l'occasione per tirare a lucido le tombe ed i loculi dei propri morti, o per dire una preghiera di fronte alle bare dei propri cari.



Tradizionalmente l'orario dei cimiteri per la festa di tutti i Santi è molto amplio con aperture straordinarie in modo da consentire a tutti di fare una visita o portare un fiore ai propri cari, recitando un rosario o una preghiera nelle cappelle dei cimiteri o in chiesa o parrocchia.



Ma il ponte dei morti, è divenuta ormai anche una festa pagana, inizia già la notte del 31 ottobre (notte di halloween) con feste nei locali e nelle discoteche, con migliaia di ragazzi che approfittando della chiusura delle scuole, fanno l'alba partecipando alle manifestazioni della notte delle streghe.



Ma il primo novembre è anche un occasione di festa in cui molti paesi e località organizzano feste, sagre, degustazioni, fiere, mostre e concerti per trascorrere in allegria qualche giorno di festa.

La Cometa Di Halley :Testo canzone di IRENE GRANDI




. .


Tu vuoi vivere così
per inerzia e per comodità
per qualcosa che non riesco più a capire
e poi ami con tranquillità
come un Dio lontano
che non ha nè problemi
nè miracoli da fare
non capisci che ci ucciderà
questo nostro esistere a metà
che la casa ha i rubinetti da cambiare
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
tu vuoi vivere così
coi vantaggi della civiltà
e pontifichi su ciò che ci fa male
non la vedi la stupidità di una relazione
che non ha francamente neanche un asso da giocare

Non ci credi che ci ucciderà
questo nostro vivere a metà
che la stanza ha le pareti da rifare
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
lasciami da sola
fallo solo per un po’
lascia stare
non pensarci più
lasciami la radio accesa
lasciami cantare
e qualche cosa da mangiare
servirà
ed una notte piangesti
guardando nel cielo
mi disegnasti illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley squarciò il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley squarciò il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
io ti dico addio
tu mi dici ciao
io ti dico addio
tu mi dici ciao
io ti dico addio
tu mi dici ciao.



.

La stella di Natale






. .


Quando Gesù fu nato a Betlemme di Giudea ai tempi del Re Erode, ecco apparire dall'Oriente a Gerusalemme alcuni Magi, i quali andavano chiedendo dove fosse nato il Re dei Giudei, perché - dicevano - avevano visto la sua stella al suo sorgere ed erano venuti ad adorarlo [...]. Allora Erode, accolti segretamente i Magi, si informò accuratamente da loro circa l'epoca in cui la stella era apparsa [...]. Udito il re, essi partirono ed ecco, la stella che avevano visto al suo sorgere, apparve di fronte a loro, finché si arrestò sul luogo dove stava il Bambino. Matteo (II, 1-2)
In ogni presepio del mondo, sopra la grotta che ospita la sacra famiglia, o sulla punta dell'albero addobbato per la festa, trova posto da tempo immemorabile una splendente stella cometa. Vuole la tradizione che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque Gesù proprio da una luminosa cometa, divino messaggero del glorioso evento. Ma quanto c'è di verificabile, dal punto di vista astronomico, in questa affascinante rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero?

I progressi odierni della scienza permettono, grazie a computer con programmi di calcolo sempre più potenti ed all'affinamento dell'indagine storiografica ed archeologica di ricostruire con grande precisione il cielo notturno osservato dai nostri progenitori migliaia di anni e di dare un contributo decisivo alla risoluzione di un "caso" affascinante ed assai complicato.

L'interesse degli astronomi per la stella di Betlemme è sempre stato vivo e non accenna a diminuire: dopo duemila anni si susseguono ancora interpretazioni e studi al riguardo. Superata come è giusto che sia la volontà di far corrispondere fatti ed eventi scientificamente provati alle parole degli Evangelisti, come se l'attendibilità delle Sacre Scritture dovesse risiedere nella verificabilità storica e scientifica dell'interpretazione letterale, pare sia mantenuta solo dagli astronomi la speranza di poter conferire un senso preciso a questo astro misterioso.



--------------------------------------------------------------------------------

Quando nacque Gesù?

Diventa necessario per la nostra indagine andare alla ricerca di tutti i possibili fenomeni astronomicamente rilevanti, e possibilmente riportati nelle cronache dell'epoca, avvenuti in corrispondenza della nascita di Gesù.

Questa viene celebrata, come tutti sappiamo, il 25 dicembre: ma nel passato le cose andavano ben diversamente. Su questa data per lungo tempo la comunità cristiana fu dubbiosa, visto che mancava al riguardo una tradizione apostolica. L'origine della natività del 25 dicembre andrebbe considerata nell'ottica di un'importante festa pagana, la celebrazione del Sol invictus, dio del Sole e signore dei pianeti: in quei giorni, infatti, avviene il solstizio invernale, che segna il momento a partire dal quale il Sole riprende il suo moto in salita sull'eclittica (1) facendo allungare di conseguenza le giornate. Il messia veniva spesso descritto come "Sole di giustizia" e lo stesso vangelo ne parla a volte paragonandolo al Sole. Ecco spiegata la preferenza per questa data, anche se probabilmente non è esatta: la scelta del 25 dicembre sembra quindi essere derivata dalla necessità, per la nuova religione del Cristianesimo che si stava diffondendo, di contrapporre una festa cristiana ad una pagana, ed è stata accettata come storicamente certa da Sant'Agostino verso la metà del IV secolo.

Ricordiamo che in Palestina e a Gerusalemme ancora fino al V secolo era comunque l'Epifania ad essere festeggiata in memoria della nascita di Cristo. Storici famosi come Clemente Alessandrino propendevano per il 6 gennaio, altri per il 10 gennaio o il 25 marzo. Consideriamo allora come intervallo temporale accettabile per la nascita di Cristo il periodo dal 20 dicembre al 20 marzo. E per quanto riguarda l'anno di nascita?

L'anno zero della nostra epoca fu stabilito dal monaco Dionigi il piccolo vissuto nel VI secolo: dopo laboriosi calcoli ed indagini egli si convinse che coincidesse con il 754° anno dalla fondazione di Roma. Oggi sappiamo che Dionigi sbagliò in eccesso di almeno quattro anni. Nella lettura dei Vangeli vi sono riferimenti che ci aiutano a fissare un limite superiore ed uno inferiore alla nascita di Cristo.

Lo storico Giuseppe Flavio racconta che Erode morì in un giorno intermedio tra un'eclisse di Luna visibile a Gerico e la Pasqua ebraica successiva. Conti alla mano si scopre che questa eclisse avvenne nella notte tra il 13 e il 14 Marzo dell'anno 4 avanti Cristo. Allora, essendo Erode morto nella primavera del 4 a.C. ed essendo stato visitato dai Magi quando Gesù era già nato, Gesù stesso deve essere venuto alla luce come minimo quattro anni prima di quanto vuole la tradizione. D'altra parte questa data non può essere anticipata oltre il 7 a.C., perché questo è l'anno del censimento voluto da Augusto in conseguenza del quale - secondo l'evangelista Luca - Giuseppe e Maria, genitori di Gesù, furono costretti a tornare nella natia Betlemme. Fu allora che Erode "mandò ad uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale s'era esattamente informato dai Magi", Matteo (2,16).



--------------------------------------------------------------------------------

Chi erano i magi?

I Magi appartenevano originariamente una delle dei tribù in cui era diviso il popolo dei Medi. Essi costituivano la classe sacerdotale: in Persia infatti, dove vivevano, il loro nome assunse il significato generico di sacerdoti. I Magi esercitavano la professione che oggi definiremo astrologia: alla corte di Babilonia essi interpretavano i segni celesti, osservando i moti delle stelle e dei pianeti, traendone auspici favorevoli o meno. La "stella" che essi videro era uno di quei segni con i quali presso i pagani la divinità rendeva noti i propri disegni. Alcuni testi arabi collegano i Magi alla religione iranica e a Zoroastro "fondatore della dottrina del magismo", al quale veniva attribuita tra le altre cose anche la profezia della nascita di Cristo.

Oggi sorridiamo del fatto che gli astri possano avere un'influenza prevedibile sul nostro agire quotidiano, o che tantomeno permettano di predire eventi futuri: l'astrologia ha perso ogni fondamento di scientificità, anche presunta, con l'avvento del metodo scientifico nel 16° secolo. Non dobbiamo dimenticare tuttavia che astronomia e astrologia hanno proceduto di pari passo per secoli, la prima al servizio della seconda. Fu a causa della creduta influenza dei corpi celesti sul destino dell'uomo che i sapienti dell'epoca affinarono la propria conoscenza sull'astronomia posizionale.



--------------------------------------------------------------------------------

La stella dei Magi nelle letture sacre.

I Vangeli sono una fonte privilegiata per inquadrare con una certa precisione la "stella" che videro i Magi. Dal Vangelo di Matteo ci proviene un'utile informazione: il fenomeno astronomico osservato dai Magi fu si importante ma non certo eclatante, ossia perfettamente evidente a chiunque. In caso contrario anche Erode ne sarebbe stato a conoscenza e non avrebbe dovuto chiederne informazioni dettagliate. Da perfetti conoscitori della volta celeste quali erano, i Magi sicuramente si resero conto che ciò che videro, nel loro lungo viaggio da Babilonia a Betlemme, era qualcosa di importante per la propria esperienza di studiosi del cielo, anche se poi, a livello popolare, poteva passare del tutto inosservato. Ecco dunque perché furono i Magi a vedere "la stella" e non altri: solo loro erano in grado, come esperti osservatori delle stelle, di apprezzarne la particolarità.

Di grande interesse sono anche i Vangeli apocrifi, che la Chiesa esclude dal novero di quelli canonici per motivi dottrinali. Dopo il concilio di Trento i primi persero credito nei confronti dei secondi, ma ebbero una vita sotterranea molto intensa almeno fino al Medioevo, influenzando fortemente l'iconografia cristiana. Gli stessi Vangeli apocrifi, nella loro forma orale, sembrano avere un'origine molto remota, perlomeno come i Vangeli canonici, e contengono elementi dogmatici che la Chiesa ritiene validi. Nel Protovangelo di Giacomo (databile tra il 130 e il 140 d.c.) viene più volte ribadito un concetto: la stella è un simbolo di regalità, rappresenta l'annuncio della nascita di un re. Un altro Vangelo apocrifo, quello definito dello Pseudo-Matteo, delinea molti particolari sulla grotta di Gesù e sulla brillante stella che vi splendeva dal tramonto all'alba. Nei Vangeli apocrifi redatti in Siria intorno al VI secolo si leggono molti altri dettagli: i Magi, avvertiti da un angelo, intrapresero un viaggio durato nove mesi guidati da una stella e giunsero a destinazione nel momento in cui la Vergine dava alla luce Gesù. Sono questi stessi scritti che identificano i Magi con i loro nomi.


[...] la stella si muoveva precedendoli, fin quando si fermò sopra la grotta. Allora la sua forma cambiò e divenne simile ad una colonna di luce che si levava dalla terra al cielo. L'angelo che aveva assunto la forma di una stella ritornò per far loro da guida [...].
Un fatto importante va sottolineato quando prendiamo spunto dalle letture evangeliche riguardanti la "stella" dei Magi: quest'ultima è una prova molto evidente di quanto nella cristianità degli albori fosse penetrata la cultura laica, ed astrologica in particolare. I racconti di Matteo e dei Vangeli Apocrifi dovettero fare i conti per molto tempo con la scarsa considerazione per l'astrologia, frequente nei primi secoli del cristianesimo. Molti la ritenevano addirittura una pratica demoniaca, che avesse avuto comunque una sua liceità fino alla nascita di Cristo. L'adorazione dei Magi attestava proprio la superiorità dei Vangeli sulle convinzioni dei pagani, rappresentava l'inchinarsi della cultura orientale alla dottrina cristiana e la fine della validità dell'astrologia. I padri della chiesa del IV secolo attribuirono alla "stella" dei magi caratteristiche miracolose, per cercare di togliere ad essa ogni carattere di premonizione astrologica. S.Basilio faceva osservare che la stella in se non era né un pianeta, né una cometa o altro: era qualcosa di straordinario, per esempio nel suo movimento diverso da quello degli astri conosciuti, e non poteva certo essere identificata con una stella da cui trarre un oroscopo. Essa era in realtà un angelo, un diretto segno del cielo. Le credenze astrologiche non uscirono tuttavia sconfitte da questa interpretazione, anzi, continuarono a diffondersi più o meno sommessamente.

Tracciamo allora un identikit della "stella" dei Magi. Innanzi tutto essa non apparì eccezionale alla gente comune, mentre la sua osservazione fu particolarmente significativa durante l'opposizione (2) al Sole. Inoltre la stella si mostrò una prima volta, scomparve, poi ricomparve. Quale fenomeno astronomico, dunque, può aver attirato l'attenzione dei Magi tra il 7 e il 4 a.C.?



--------------------------------------------------------------------------------

L'ipotesi cometaria.

Pare che il primo ad interpretare la stella di Matteo come un oggetto astronomico vero e proprio sia stato Origene, teologo alessandrino vissuto nel III secolo. Nel suo Contra Celsus egli sostiene con fermezza la realtà astronomica dell'evento, che interpreta come la comparsa di una brillante cometa (3).

Una prima constatazione molto importante tuttavia emerge subito: Matteo non fa assolutamente cenno ad una cometa, ma parla di una stella in maniera generica.

È probabile che anche nelle prime comunità cristiane la stella dei Magi fosse interpretata come una cometa. Presso i Babilonesi queste erano considerate come oggetti astronomici, fonti di buono o cattivo auspicio a seconda della loro posizione in cielo, luminosità, colore. Aristotele le relegò al mondo sublunare come fenomeni astronomici, mentre Tolomeo ne sottolineava l'importanza per la predizione di importanti eventi. Innumerevoli sono gli esempi che vedono le comete come atteso segno per l'avvento di re o imperatori, oppure causa di profondi cambiamenti politici, o carestie e pestilenze. Fu così che nel 118 a.c. una luminosa cometa sembrò indicare la nascita di Mitridate, re del Ponto. Più tardi, nelle parole di Tacito leggiamo il terrore che incutevano a Roma: Nerone ne fu impaurito a tal punto, era il 64 a.c., da sacrificare alcuni noti personaggi romani per evitare potenziali tragedie.

Si cominciò a parlare insistentemente di un astro chiomato solo a partire dal 1300. Il grande pittore Giotto osservò personalmente una meravigliosa apparizione della cometa di Halley e, comprensibilmente, non resistette all'idea di disegnare il grande evento astronomico sulla scena della natività nella Cappella degli Scrovegni a Padova nel 1301. Molti storici ritengono che la tradizione popolare della stella cometa abbia tratto particolare forza proprio da questa rappresentazione.

A favore dell'ipotesi cometaria si potrebbero portare diverse prove: ai Magi la stella appare due volte, la prima quando li guida verso la Palestina, la seconda da Gerusalemme a Betlemme. Potremmo interpretare questo fatto come la visibilità di una cometa prima alla sera e poi alla mattina, dopo il passaggio al perielio (4).

mercoledì 25 agosto 2010

18 Settembre 2010 Moon Wath Party – La Notte della Luna a Dolceacqua (IM)



L’appuntamento è per il prossimo 18 settembre 2010, alle ore 21.00. L’evento è organizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dalla NASA, con il supporto dell’Unione Astrofili Italiani (UAI).




Si tratta del primo evento pubblico mondiale dedicato alla comunità di appassionati delle osservazioni astronomiche ma anche alle famiglie, ai bambini e a tutti coloro che desiderano poter ammirare il nostro bellissimo satellite con occhi diversi: i telescopi!



Moon Watch Party, così lo chiamano gli americani che per primi hanno lanciato l’iniziativa promossa appunto dal NASA Lunar Science Institute con la collaborazione del Lunar Planetary Institute e del Lunar Reconiassance Orbiter.



Parteciperemo a questo evento spostandoci per l’occasione nel castello dei Doria di Dolceacqua, il bel borgo ligure che, fra caruggi oscuri e cantine odorose, ci riporta ai secoli oscuri del dominio feudale, in un’intensa evocazione di suggestioni storiche.

Un luogo unico da cui partiremo per compiere un viaggio che ci “porterà” sulla superficie lunare, tra montagne ed enormi crateri, per scoprire e conoscere meglio il nostro unico satellite.



Appuntamento alle ore 21 – INGRESSO LIBERO



Ecco come si presenterà la Luna il 18 Settembre.








◦La Notte della Luna – INAF





.

Stelle cadenti: Perseidi 2010, come osservare le "Lacrime di San Lorenzo"

. .



http://www.astroperinaldo.it/blog Le Perseidi, comunemente note come lacrime di san lorenzo, sono probabilmente l'evento astronomico che più interessa il grande pubblico.





La visibilità di queste stelle cadenti è buona per quasi tutto il mese, ma il momento di massima attività sarà nella notte tra il 12 ed il 13 Agosto.

Perseidi, scienza e poesia nelle notti delle "stelle cadenti"











La tenue scia di una "Perseide" dalla terrazza dell'Osservatorio di Campo dei Fiori. (foto di Marco De Candido del 12 Agosto 2000 - pellicola KODAK T- MAX P3200 ISO tirata a 25000 ISO; esposizione 35 sec. f/2,8). Occorrono cieli molto bui, molta pazienza, prontezza di riflessi e anche un po' di "fortuna" per cogliere l'attimo durante il quale la tenue "scia di una stella cadente" compare in cielo.
Una foto nel complesso abbastanza difficile da ottenere.






Durante le serate estive a chi non è mai capitato di alzare gli occhi verso il cielo alla ricerca di qualche "stella cadente"?
Ognuno, prima o poi, nel vedere quelle lontane scie luminose, si è ritrovato ad esprimere un desiderio, legandolo ad un fenomeno celeste così rapido e suggestivo.

Da sempre gli uomini, attratti dalla bellezza della volta celeste, hanno osservato stelle cadenti singole o a sciami, ma solo dal secolo scorso sappiamo che cosa sono realmente questi oggetti.


Natura e origine
La fantasia popolare le ha definite "stelle che cadono", ma il termine è quanto mai scorretto: le scie luminose che vediamo nel cielo non possono essere "stelle" in caduta libera, poichè le stelle - come il nostro Sole del resto - sono corpi enormi e caldissimi, composti principalmente da idrogeno ed elio, che terminano le loro lunghissime vite (miliardi di anni) esplodendo o spegnedosi in modo più o meno burrascoso.
E' vero che osservando questo fenomeno ci viene subito in mente una "stella morente", e forse è proprio per questo che gli uomini vorrebbero che portasse con sé, nel suo ultimo viaggio, un desiderio da lasciare chissà dove.


Le stelle cadenti si possono osservare durante tutto l'anno con una media di circa una per ogni quarto d'ora, purchè ci si trovi sotto un cielo buio e pulito, come ormai è difficile trovare, persino in alta montagna, a causa del cattivo uso dell'illuminazione notturna che spesso disperde verso l'alto la maggior parte della propria luce (come nel caso delle illuminazioni a globo) rischiarando il cielo, non la terra, con enorme spreco energetico. Fino all'inizio dell'800 le stelle cadenti non destarono particolare curiosità negli astronomi che erano piuttosto propensi a ritenerle un fenomeno atmosferico, meteorologico o quasi, tanto da essere indicate come meteore, nome scientifico che portano tuttora. Anche se nella tradizione popolare era noto forse da secoli che le stelle cadenti erano più abbondanti nel mese di Agosto, tanto da attribuirle al pianto di S. Lorenzo, martirizzato il 10 Agosto del 258 DC, solo attorno al 1830 vennero raccolte prove statistiche che dimostravano la ricorrenza annuale del fenomeno. L'attenzione del pubblico e degli scienziati verso il fenomeno delle stelle cadenti fu certamente galvanizzato dall'eccezionale pioggia meteorica del Novembre 1833 quando in poche ore migliaia di meteore solcarono i cieli, evento che si è ripetuto nella notte tra il 17 e il 18 Novembre 1999, quando i fortunati spettatori convenuti sulla terrazza dell'Osservatorio di Campo dei Fiori poterono contare fino a 9000 meteore all'ora. Finalmente nel 1838 indipendentemente Adolphe Quetelet direttore dell'osservatorio di Bruxelles e l'astronomo dilettante Edward Herrick, dagli Stati Uniti, annunciavano la scoperta di numerose ricorrenze annuali di sciami meteorici, tra cui spicca per quantità e continuità quello del 10 di Agosto. Cosa fossero, restava un mistero. Il primo a comprendere la natura del fenomeno fu Giovanni Virgilio Schiaparelli , eclettico astronomo piemontese, per molti anni Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Brera a cui è dedicato l'Osservatorio varesino, in onore anche al suo talento di divulgatore scientifico.



(La cometa Swift-Tuttle nel passaggio ravvicinato del 1862)
La teoria di Schiaparelli, poi rivelatasi esatta, ipotizzava che le comete, durante i loro avvicinamenti al sole, che le portano ad evaporare formando una lunga coda di gas e polveri spazzata dal vento solare, lasciassero dietro di sé, pressappoco sulla stessa orbita, numerosissimi detriti (pezzetti di ghiaccio, sassolini, polveri). Quando la Terra, viaggiando nello spazio, attraversa queste regioni, i minutissimi detriti entrano nell'atmosfera terrestre ad altissima velocità (fino a 50 Km/secondo, oltre 50 volte la velocità di una pallottola di fucile), ed evaporano a causa del forte attrito e surriscaldamento lasciando talvolta anche una scia colorata, dovuta alla ionizzazione dell'aria.
Il tratto di orbita più prossimo alla cometa è naturalmente quello più ricco di polveri e quindi negli anni più vicini al transito della cometa, l'attività dello sciame meteorico si accentua. La cometa Swift-Tuttle, dopo essere stata osservata per 3 mesi nel 1862 è stata riscoperta nel 1992 dopo essere stata cercata infruttuosamente per quasi 10 anni poiché l'orbita era stata leggermente modificata dai getti di gas, un po' come avviene per i satelliti artificiali. All'avvicinamento della cometa hanno fatto da contorno degli sciami meteorici particolarmente intensi nel 1980 e attorno al 1992. Impossibile prevedere esattamente quale sarà l'intensità della pioggia delle stelle cadenti quest'anno ma in passato raramente si sono potute contare più di un centinaio di meteore/ora anche in condizioni ottimali, sotto cieli molto scuri e puliti e senza il chiarore lunare. Effetti sulla Terra
Le stelle cadenti, che d'ora in poi chiameremo meteore - questo è il nome corretto - sono degli oggetti innocui per la Terra perché, in ogni caso, non riescono a raggiungere la superficie terrestre, ma si disgregano già negli starti più alti dell'atmosfera, a circa 90-120 km dal suolo.
Tuttavia il nostro pianeta subisce un bombardamento incessante da parte di questi piccoli oggetti: da calcoli fatti pare che ne cadano ogni giorno una quantità pari a 400 tonnellate!



Il "meteor crater" in Arizona
Altra cosa sono, naturalmente, le meteoriti: con questo termine si designano quegli oggetti, in genere più grandi di 30 m, che riescono ad attraversare l'atmosfera e raggiungono la superficie terrestre.


In passato il nostro Pianeta fu colpito più volte da questi oggetti, che hanno lasciato tracce assai vistose soprattutto in aree desertiche o nelle regioni polari.


Gli "sciami meteorici"
Poichè il Sistema Solare è ricco di comete, la Terra attraversa un gran numero di "scie" residue, che prendono il nome di "sciami meteorici": convenzionalmente se ne contano più di 200!
Ci sono sciami più o meno ricchi di corpi, più o meno famosi, questo dipende essenzialmente dalla portata dello sciame detritico lasciato dalla cometa.
Le due "piogge" più importanti sono quella che ci apprestiamo ad osservare in questi giorni, le cosidette "Perseidi" e quella novembrina delle "Leonidi", che negli ultimi anni ci ha regalato nottate di vera emozione.



tratto da Science Nasa









Il nome delle "piogge" viene attribuito dalla costellazione dalla quale le meteore sembrano provenire; pertanto la "pioggia di San Lorenzo", che sembra provenire dalla costellazione del Perseo, è stata chiamata pioggia delle Perseidi, quella novembrina si chiama "delle Leonidi" poiché sembra provenire dalla costellazione del Leone.


Questo punto nel cielo è detto "radiante".









Lo sciame delle Perseidi che si verifica annualmente in genere non è di grande portata.
Non aspettiamoci, quindi, di vedere uno "spettacolo" pirotecnico, ma solo rare e tenui scie effimere come un pensiero.
La loro fama deriva, probabilmente, non dalla loro spettacolarità, bensì da un insieme di fattori: tradizione popolare legata al martirio di San Lorenzo (il 10 Agosto), la celebre poesia del Pascoli, che immortala in versi, "il pianto" del cielo e, non ultimo, forse, quel desiderio che anima la gente, in periodo di caldo estivo e clima di vacanze, di evadere dal consueto e riscoprire, in cielo, qualcosa di nuovo e di antico.


Lo "slittamento" di data
Osservando attentamente già nella sera del 10 Agosto, giorno di S. Lorenzo, è possibile scorgere qualche meteora, ma il massimo della loro visibilità è previsto nella notte tra il 12 e il 13 Agosto.
Vi è stato infatti un progressivo slittamento della data del massimo di questo sciame, dell'ordine di circa un giorno e mezzo per secolo dovuto alla "precessione degli equinozi", cioè alla lentissima rotazione dell'asse di rotazione terrestre nello spazio.
Per osservare le stelle cadenti non sono pero' necessari i telescopi. Basta una buona vista, una comoda sdraio e soprattutto un cielo buio e limpido e tanta pazienza.
La costellazione di Perseo, ove è situato il radiante, sarà visibile per tutta la notte, raggiungendo la massima altezza sull'orizzonte - circa 65 gradi- all'alba.



L'intero periodo di osservabilità delle Perseidi si estende comunque, sia pure con minore intensità rispetto al periodo del massimo, dal 15 Luglio al 24 Agosto.


La cometa Swift Tuttle 1992t
fotografata al suo ultimo passaggio ravvicinato alla Terra

(foto F.Bordignon, F.Paglia,
Osservatorio Schiaparelli -13.11.1992)



Le condizioni di visibilità per il 2008
Nel 2008 le condizioni di visibilità di questo sciame saranno moderatamente favorevoli poichè la luna sarà crescente di circa 10 giorni e con il suo chiarore cancellerà in serata le meteore più deboli. Tuttavia la luna tramonterà poco dopo la mezzanotte (il giorno 11) e verso l'una nella serata del 12 consentendo una osservazione ottimale nella seconda parte della notte, quando tra l'altro sorge il radiante. Anche se l'attività negli ultimi anni si è un poco ridotta rispetto agli anni '90, più prossimi al passaggio della cometa Swift Tuttle, sarà possibile osservare fino a una stella cadente/minuto prima dell'alba del giorno 12.

Le condizioni di visibilità per il 2009

Il picco si verifica dal 10 al 14 agosto, con culmine verso il 12 agosto. Quest'anno, poco prima dell’alba del 12 agosto è atteso un aumento del numero di meteore rispetto alla normale attivita', a causa dell’incontro con concentrazioni di residui di vecchi passaggi della cometa Swift Tuttle. Purtroppo ciò accadrà quando da noi sara' gia' giorno. Comunque sarà interessante osservare prima dell'alba, quando si potrebbero verificare cadute notevoli. La “pioggia” dovuta alla componente annuale (quella presente anche nei giorni prima e dopo) dovrebbe mostrarsi piu' cospicua il 12 gia' prima del crepuscolo serale, ma noi potremo cominciare a seguirla quando il radiante sarà sorto dall'orizzonte, poco prima delle 22h. Per tutta la notte sara' presente il chiarore della Luna che purtroppo disturbera' le osservazioni



Le condizioni di visibilità per il 2010

Quest'anno la luna sarà una sottile falce crescente (luna nuova il giorno 10 Agosto) nel giorno del massimo delle stelle cadenti e quindi non disturberà le osservazioni. Il massimo dello sciame, come di consueto, si situa nella seconda parte della notte 12-13 Agosto quando il radiante (costellazione di Perseo) sorgerà a Nord-Est. Alcuni scienziati stimano che il tratto di orbita della cometa Swift Tuttle che la terra incrocerà nel 2010 potrebbe essere stato perturbato dal pianeta Saturno e quindi un poco più vicino al nostro pianeta rispetto al solito. Antiche orbite della cometa (passaggi del 1349 e 1479) potrebbero creare dei picchi secondari di meteore tra le ore 14 e le ore 21 del giorno 12, quando in Italia sarà purtroppo ancora giorno.

" PERSEIDI" - UNA SERATA CON IL NASO ALL'INSU' - 12 AGOSTO 2009

In collaborazione con il Comune di Varese, la Provincia di Varese e l’Ufficio Scolastico Provinciale, l'incontro con il pubblico in occasione delle stelle cadenti "Perseidi" che da anni si teneva tradizionalmente alla Cittadella di Campo dei Fiori è stato spostato nell'incantevole parco di Villa Toeplitz. La manifestazione, parte dell'anno Internazionale dell'Astronomia 2009, è stata premiata dalla presenza di oltre 500 persone accorse per prendere parte all’iniziativa. Sant’Ambrogio è stata presa d’assalto. Verso le ore 21, quando ormai era calata la notte, Giuditta Galli ha intrattenuto il pubblico sul fenomeno : che cosa sono le stelle cadenti e da dove si originano quelle luci che vediamo sfrecciare nel cielo, con l'ausilio di spettacolari immagini proiettate su uno dei grandi schermi recentemente donati all'associazione.
Nel corso della serata, il pubblico ha potuto apprezzare sia il passare fugace di alcune meteore, sia la visione di diversi oggetti celesti inquadrati dai nostri telescopi speditivi montati appositamente sul grande prato. Ogni tanto il brusio della folla veniva interrotto da esclamazioni di ammirazione per il passaggio delle meteore più luminose e chissà quanti desideri saranno stati esauditi! Le osservazioni sono continuate fin dopo mezzanotte, quando abbiamo dovuto chiudere i cancelli della villa, mettendo la parola fine all'osservazione di un cielo meraviglioso che ha affascinato il numeroso pubblico presente.

Ancora una volta abbiamo adempiuto allo scopo principale della nostra associazione: la divulgazione popolare, creare cioè un ponte di comprensione fra la gente e la scienza, come contemplato dallo statuto voluto dal nostro Fondatore e Presidente, Salvatore Furia.

Grazie a tutti i partecipanti e

..............a tutti i nostri volontari che hanno organizzato e gestito la serata con professionalità e tanto entusiasmo. Bravi, ragazzi!




Comunque ricordiamo che per l'osservazione delle stelle cadenti non occorrono telescopi, ma solo una bella sedia a sdraio comoda, oppure un plaid e soprattutto, fattore molto più difficile da trovare, un luogo buio, lontano dalle luci delle città, dalle autostrade, dalle discoteche, dagli Ippodromi.
Occorrono buoni occhi e tanta, tanta pazienza!